NEGLI STATI UNITI E’ STATO RIELETTO UN BARACK OBAMA FIDUCIOSO
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A cura di Salvatore Randazzo
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Incoraggiante il suo Primo messaggio: “IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE”
Barack è staro rieletto Presidente degli Stati Uniti di America per i prossimi quattro anni, sommando un totale di 303 voti elettorali contro i 206 di Romney. Obama, è vero, non è più l’uomo delle meraviglie, ha perso tanti voti, ma questa vittoria è più completa. L’elettorato che gli ha consegnato la vittoria è quello industriale, ha vinto negli Stati ritenuti determinanti per l’elezione di un Presidente: Ohio, Michigan, Pennsylvania, Wisconsin, Iowa. L’auto è il più grande successo della politica industriale degli Stati Uniti e per Obama, che ha evitato il fallimento di General Motors e Chrysler, è stata la carta determinante per il suo successo.
Mentre con l’auto in Europa la produzione non decolla negli Stati Uniti quest’anno cresce del 14%. Ma il successo di Obama lo si deve anche al 55% delle donne che lo hanno votato, al 65% dei giovani che hanno avuto fiducia in lui, ai Latino-ispanici. Certamente c’è stata una vittoria dei democratici ma in particolar modo si è notata una grande sconfitta dei repubblicani e del loro candidato, del loro modo di fare politica, persino il Sindaco di New York ha appoggiato Barack. Un’America moderna ha battuto un’America superata. Obama ha vinto ed ha perso la Grande Finanza: la Goldman Sachs e le più grandi Banche USA che sono state le più generose sostenitrici di Romney. Persino il Sindaco repubblicano di New York ha appoggiato Obama. Altro risultato: I Democratici hanno mantenuto il controllo del Senato ed i Repubblicani quello della Camera. Il Presidente appena rieletto ha tra l’altro dichiarato: “Credo che possiamo mantenere la promessa fondante di questo nostro Paese: “non importa da dove veniamo, se siamo ispanici, afroamericani o bianchi, omosessuali……., se lavoriamo con forte impegno e determinazione possiamo realizzare il nostro sogno. Assieme siamo molto più grandi della sommatoria delle nostre ambizioni individuali”.
Barack ha però un compito molto arduo, deve porre i giusti rimedi per bloccare la crescita del forte “debito” che altre precedenti Amministrazioni hanno contribuito a porre in essere, evitando così che gli Stati Uniti precipitino in una recessione. La crescita del PIL è buona ma non sarà bastante a ridimensionare la portata del debito. E’ necessario inoltre ricercare di stabilire un nuovo equilibrio con la Cina, evitando di mettere in pericolo la stabilità delle regioni del Pacifico. E’ necessario inoltre porre fine alla missione in Afghanistan, ricostruendo un immagine più pacifica degli USA nel Mondo. L’America sta in piedi sul miracolo di mercati che pagano per prestare soldi al Tesoro di Washington, che peraltro paga interessi inferiori all’inflazione. Ne i democratici, ne i repubblicani, tanto meno il Presidente possono permettersi di privarsi di quel tesoro insostituibile. Obama deve dare agli Stati Unita una sua nuova dimensione di Paese di riferimento, non più fatta di forza militare, limitando dunque l’uso della stessa per combattere il terrorismo solo in quanto tale; deve inoltre rilanciare l’innovazione e la formazione, l’imprenditoria ed il lavoro. Per quanto riguarda la spesa sociale la stessa deve essere concentrata sui veri deboli, togliendo agevolazioni a quei settori che non li meritano e di cui in questo momento godono in quanto appoggiati da forti lobby. L’Europa oggi ha bisogno di un America prudente, che porti l’Occidente fuori da quell’oscuro tunnel in cui si trova, attraverso politiche intelligenti che sanno guardare nel lontano futuro. Forse con una politica saggia del tipo sopraindicato Obama potrà trovare la collaborazione del Partito Repubblicano e guidare l’America verso un futuro migliore per gli USA ed il Mondo. Intanto che Obama riprenderà il suo lavoro alla Casa Bianca, nel chiuso dei marmi della Grande Sala del Popolo di Pechino si sta individuando la nuova nomenclatura che guiderà la grande potenza asiatica. Si ritiene che Xi Jinping succederà a Hu, quale capo di Stato e Li Keqiang, ora vice premier, sostituirà Wen come Primo Ministro. Si spera che questi cambiamenti possano cambiare in meglio le sorti del Pianeta.
