di Salvatore Randazzo
Alfano, Quagliarello, Lupi, Lorenzin e De Girolamo, sapranno invertire la rotta tracciata dal fondatore e dai falchetti di turno del PDL ? Abbiamo recentemente assistito ad una sorta di grande diffidenza, che è emersa con grande evidenza, contro la gestione del PDL da parte di Silvio Berlusconi, quando quest’ultimo chiedeva, in modo esplicito, ai suoi di far cadere il Governo Letta. Proprio in tale occasione Alfano, Quagliarello, Lupi e Lorenzin si sono opposti all’insensata linea politica, definita da Berlusconi e dai falchi del Partito, ritenendo i “ministeriali” invece giusto votare la fiducia a Letta, in quanto la caduta del Governo, imposta da Berlusconi avrebbe certamente causato una rovina di incalcolabile portata all’intero nostro Paese. Ai “ministeriali”, si unirono in primis, tante teste pensanti del PDL, Cicchitto tra questi e, via via, anche la gran parte dei rappresentanti del predetto Partito, da così costringere Berlusconi, al momento del voto, di cambiare orientamento, votando la fiducia al Governo. Si è subito temuto all’interno di tale movimento che lo stesso potesse frantumarsi. Le varie anime che lo componevano si sentivano smarrite, si cercava di capire, da parte dei militanti di seconda e terza linea, a quale carro del possibile vincitore di turno dovessero aggrapparsi. Intanto, questa volta sul campo, Alfano diventava, giorno dopo giorno, sempre più leader. La gran parte del PDL si riconosceva in lui. Solo il pugliese Fitto ha lanciato la sfida al Segretario, raccogliendo le firme su un documento politico con il quale ha chiesto un chiarimento politico che dovrà passare attraverso un congresso per decidere la linea politica ed i vertici del Partito. Ma la sfida lanciata da Fitto, definitosi il lealista, non piaceva neanche allo stesso Berlusconi. Altre figure di rilievo, Romani, Gasparri e Mattioli hanno suggerito di istituire un Comitato di reggenti per affiancare subito Alfano, riconoscendosi però in Alfano Segretario che dovrebbe, a loro dire, guidare il passaggio definitivo dal PDL a Forza Italia. Con il passare dei giorni si è notata una certa collaborazione tra Alfano e Berlusconi e ciò ha costituito una certa garanzia di unità. Ma è comunque risultata, sempre più chiara, una emarginazione dei falchi dal Partito: Bondi, Verdini, Santanchè tra i più rappresentativi. Secondo Sacconi la conferma di Alfano non potrà un domani che passare dalle primarie. E’ proprio di qualche giorno fa, una dichiarazione rilasciata da Alfano: «Non vogliamo un piccolo “centro”, ma un grande centro-destra. Vedo nel futuro un centro-destra che unisca tutti i moderati alternativi alla “sinistra”». Come si può facilmente capire ancora non si è ben delineata una linea comune, ci sono tante posizioni diverse che a volte si combattono, in altre occasioni si fondano. Certo, risulta evidente, che Alfano, al momento, dimostra sempre più di meritarsi i galloni di nuovo concreto condottiero del PDL. Quel che ci chiediamo è di capire che tipo di Partito Alfano ed il suo gruppo, sempre più numeroso, intendano costituire e con quale indirizzo politico. Cosa vogliono essere i “nuovi” arrivati, cosa vogliono far nascere ? Pensano di lanciare una nuova Destra europea, moderata, liberale da rappresentare una reale alternativa alla “sinistra” ? Insomma, si batteranno per la riduzione delle tasse e per il taglio della spesa improduttiva ? Sulla legge elettorale saranno per una riforma “maggioritaria” o per il ritorno del “proporzionale” ? Combatteranno l’evasione fiscale in modo concreto ? Avranno veramente presente i temi del lavoro e dell’impresa ? Ridurranno il numero dei Parlamentari, i grandi ed ingiustificati emolumenti ? Elimineranno la piovra della burocrazia, il Sottogoverno, le Mafie, il malaffare ? Sapranno essere estranei al teatrino della politica ? Conosceremo il loro vero valore e/o le loro poche ambizioni osservandoli mentre affronteranno i gravi problemi sapendo fare solo gli interessi del Paese, cosa che non ha saputo fare fino ad oggi il Partito di Berlusconi (ad esempio le Riforme mai realizzate). Capiremo in tali occasioni quali saranno i loro veri obiettivi che intendono raggiungere e le loro effettive capacità politiche nel trovare le giuste soluzioni da veri uomini di una Destra europea, liberale, da risultare credibili al loro elettorato di Destra. La strada da percorrere è però ancora lunga, tortuosa ed incerta e la nascita del nuovo Centrodestra potrebbe ragionevolmente farsi ancora attendere.

