POLITICA NAZIONALE

IL PAESE HA URGENTE BISOGNO DI REGOLE CHIARE PER DARE CERTEZZE ALLE FAMIGLIE ED ALLE IMPRESE

Ma il mondo della politica pensa forse di più ad una legge elettorale solo come arma per futuri giochi di potere?Italy's Prime Minister Renzi smiles as he arrives to lead a news conference at Chigi palace in Rome

La nostra ripresa economica è proprio lontana e dunque i nostri desiderati miglioramenti si faranno purtroppo attendere. La nostra crescita del PIL nel 2014 è chiaramente negativa, si prevede una leggera risalita nel 2015 (+ 0,6%) e nel 2016 (+ 1,1%), con un debito pubblico che continua a salire in rapporto al PIL (132,2%) nel 2014, che peraltro è il “debito” spaventosamente più grande in Europa, dopo quello greco. Il nostro tasso di disoccupazione è pari al 12,6% per il 2014 e rimarrà tale nel 2015, mentre viene annunciato in lievissima discesa nel 2016 (12,4%). Sono dati veramente tragici che dicono molto chiaramente in quale triste condizione versa il nostro Paese.

nuovo.archivio.foto.silvio.berlusconi.triste.356x237Il Ministro Padoan, intervenendo in audizione di fronte alla Commissione Bilancio di Montecitorio, ha affermato, a proposito della “manovra”, che “si nota ancora una incertezza per gli investimenti, che la riduzione del rapporto tra debito e PIL rimane una sfida ineludibile per l’Italia e che per tornare a vincere dobbiamo crescere in modo sostenuto e stabile”. Il fatto che l’Italia non rispetti la regola di riduzione del debito pubblico, oltre a far sì che la UE possa aprire nei nostri confronti una doppia procedura d’infrazione, crea già di per se un indebolimento sostanziale del nostro apparato economico, con ricadute negative su più fronti che, anche per quanto concerne il “debito”, rallentano i nostri processi di crescita. Non si cambia in meglio per puro “desiderio”, bisogna operare e le “riforme” da approvare sono un primo modo per tentare la risalita. Questo non adoperarsi nella maniera dovuta da parte del nostro Parlamento, per puri interessi di bottega dei tanti nostri “onorevoli”, dimostra quanto la nostra classe politica sia distante dal Paese, quanto disattenda i propri doveri che rivengono da chi loro ha dato il voto per governare bene. Le riforme da votare devono dare luogo non a “papocchi” ma a soluzioni chiarissime. Gli investitori chiedono certezze interne sul lavoro e su tutto ciò che riguarda le loro attività e dunque meno imposte per essere competitivi, meno corruzione, vera giustizia, pochi politicanti affamati. Le famiglie chiedono chiarezza sulla tassazione della casa, sulle miriadi di altre imposte che li sommergono, sul lavoro che hanno perduto. Il mondo della politica una volta per sempre deve capire che non si può tassare tanto fortemente quanto ingiustificatamente il “pantalone” nazionale per elargire poi scandalosamente agli amici ingiustificati privilegi, sprecando inoltre a più non posso. La Sinistra oggi largamente minoritaria del PD deve rendersi conto che, quando era maggioranza ed ha governato, ha fallito, ha mandato due volte anticipatamente a casa proprio Prodi, Presidente del Consiglio di tale coalizione. Sarebbe triste per il PD e per il Paese che per lo spirito incomprensibile di tale “minoranza” di voler farsi sempre male da sola, faccia ancora fallire un Governo il cui Presidente del Consiglio è una autentica espressione del PD stesso, grazie proprio al quale oggi vanta un consenso popolare mai avuto, pari al 42%. E’ evidente che i tanti rappresentanti di questo Parlamento – che invece di deliberare giusti provvedimenti pensano invece a come conservare le proprie poltrone, che invece di usare la testa per ben governare pensano all’uso dei gomiti per farsi la guerra per sopravvivere nei palazzi dorati – lasciano sorgere forte il dubbio che invece di dare la priorità al varo delle riforme che servono immediatamente agli Italiani si impegnano a votarsi ognuno una propria legge elettorale che meglio garantisca loro le sospirate poltrone. Renzi ha affermato recentemente, dopo l’incontro con Berlusconi, che “siamo contenti se

la riforma elettorale la facciamo assieme a FI ma se tale partito prende un’altra decisione andremo avanti da soli. Ciò potrebbe lasciar pensare a possibili aperture ad altre forze politiche. Evidentemente il Patto del Nazareno scricchiola e sembra mostri quanto Forza Italia sia messa all’angolo e ciò anche per rivolte interne a tale partito e per la preoccupazione che subenti una corsia privilegiata tra PD e i Cinquestelle. Ed è stata tempestiva la battuta di Berlusconi: “Oggi ho avuto la sensazione che Renzi voglia andare a votare a marzo e noi l’ arma della legge elettorale non possiamo concedergliela adesso”. Che Renzi abbia voluto far credere a Berlusconi tale notizia o che Berlusconi abbia avuto la voglia di volerla credere non lo sapremo mai, ma poco importa. Certo è che nella “grande” mente di questi nostri attuali potenti noi non ci siamo proprio, ci sono le loro lotte interne. Berlusconi pensa alle votazioni come ad un evento che deve verificarsi quando conviene a lui e non al popolo Italiano. Ma certamente altri di parte avversa vogliono tale arma per perseguire loro primari interessi. Forse tali “rispettabili” soggetti quando ci pensano dicono di noi: “… gli Italiani…… ma chi sono costoro?”. Insomma i “politici” alla nostra vera “crescita” ed a come realizzarla in concreto non pongono la minima attenzione, mentre sono molto interessati a strapparsi il potere gli uni con gli altri, a scriversi una riforma elettorale che favorisca gli uni a danno degli altri, che se poi la stessa danneggi il Paese pare proprio che non interessi ad alcuno di loro.

Salvatore Randazzo