Ed ora bisogna tonificare i redditi bassi

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di Salvatore Randazzo

Sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri tre provvedimenti di grande importanza: Il nuovo scudo fiscale, l’ allungamento dell’ età pensionabile delle donne nel pubblico impiego che passa, già dal prossimo anno, a 61 anni, all’ adeguamento, per tutti , dell’ età pensionabile dal 2015, in relazione all’ allungamento della vita media. E’ stato anche varato il Documento di Programmazione economica per il 2010 – 2014. Sia la Banca d’ Italia che la Commissione Europea hanno visto bene il comportamento del nostro Governo riconoscendo i provvedimenti di cui sopra di grande portata. La spinta recessiva pare si stia attenuando e si può cominciare a guardare lontano con buon realismo. Nel 2009 il prodotto interno lordo si posizionerà al 5,2% mentre nel 2010 dovrebbe tornare a crescere dello + o,5%. Il deficit pubblico dovrebbe registrare nel 2009 il 5,3% per poi passare nel 2010 al 5%. Sarebbe un peccato se in questo periodo dovesse registrarsi un più accentuato aumento della disoccupazione, che si tradurrebbe in una riduzione della capacità di spesa delle famiglie, con una conseguente caduta della domanda interna. Con lo scudo fiscale è vero che si permette a chi non ha pagato le tasse una disparità di trattamento nei confronti di chi le tasse li ha sempre pagate, sembra infatti una sorta di ulteriore condono fiscale. Berlusconi dovrà convincere gli italiani che questa volta l’ operazione “scudo” può tornare utile all’ attuale economia sotto tono. L’ operazione permette infatti , a chi ha esportato all’ estero illegalmente capitali, di riportarli in Italia pagando una semplice ammenda. Secondo le stime fatte con il gettito del condono potrebbero rientrare capitali fino a 100 miliardi di euro, con entrate per lo Stato fino a 5 miliardi di euro. Le dipendenti pubbliche, per effetto del decreto, andranno in pensione a 61 anni nel 2010, a 62 nel 2012, a 63 nel 2014, a 64 nel 2016 , fino a 65 nel 2018. Per quanto riguarda le pensioni l’ emendamento inserito nel decreto riguarda solo le lavoratrici della pubblica amministrazione, prevedendo l’ aumento dell’ età pensionabile di un anno a partire dal primo gennaio del 2010. Il Governo con tale provvedimento ha inteso adeguare la normativa nazionale a quella comunitaria. Secondo accreditate stime il risparmio per l’ INPS si aggira sui 200 milioni di euro già nel primo anno. A decorrere dal primo gennaio 2015 i requisiti per l’ accesso alla pensione saranno adeguati all’incremento della speranza di vita, secondo il sistema ISTAT. C’ è l’impegno di utilizzare i risparmi rivenienti dalla Previdenza dentro il perimetro del welfare. Naturalmente si dovrebbe pensare ad un ulteriore provvedimento: far pagare meno tasse a coloro che percepiscono redditi bassi. Le risorse per realizzare tali operazioni , propone Bonanni della Cisl, potrebbero derivare dal rientro dei capitali oppure con il sistema delle detrazioni fiscali. Tale intervento oltre a favorire i redditi bassi darebbe salutare ossigeno alla domanda interna e dunque al sistema delle imprese.

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