La faticosa ricerca di una linea comune tra la Segreteria di Stato e la CEI
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di Salvatore Randazzo
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In una importante ed a me cara Cattedrale dell’America del Sud si trova un modesto altare, in cui è posizionata una statua di San Pietro, alla cui base è posta, in spagnolo, una scritta: “Tu Eris Petrus”. Le prime parole di una frase che Gesù disse all’apostolo Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”. L’annunzio di Gesù della sua Chiesa universale e del suo Papa, rappresentante del Dio in terra. In altra occasione Gesù ebbe a dire agli Apostoli: “Andate a comunicare alle Genti quello che io dico”. Tante altre parole Gesù ha detto nel breve periodo in cui è rimasto su questa Terra, ma queste sopra riportate sono tra le più determinanti. Il Figlio di Dio voleva una sua Chiesa unita e voleva che gli uomini sapessero quello che Lui aveva detto, non altro. Solo la sua Parola. Non siamo sicuri se in questi ultimi 50 anni il volere di Dio sia stato vissuto da una certa Chiesa secondo i suoi veri insegnamenti. E’ stata ed è grande la Chiesa di Giovanni XXIII, di Paolo IV, di Giovanni Paolo II. Sono di grande spessore le parole di San Paolo ai Galati, non a caso citate recentemente da Benedetto XVI e rivolte all’alta gerarchia ecclesiastica: “ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni agli altri”. E’ grande la Chiesa dei Missionari per l’attività importante che svolgono nel Pianeta, per divulgare la parola di Dio a costo della loro stessa vita, rinunciando a qualunque loro privilegio per essere di grande aiuto di tutte le classi meno abbienti. E’ grande la Chiesa di tutti i suoi Martiri. Non ci pare invece che renda un grande servizio a se stessa ed alle genti la Chiesa della Segreteria di Stato, la Chiesa della Curia romana, la Chiesa della CEI, insomma la Chiesa dei diversi poteri. Sinceramente non è il caso Boffo, l’ex direttore di Avvenire (l’organo dei Vescovi italiani) che con il suo operato, giusto o sbagliato che sia, ci preoccupa come cattolici, come credenti. E’ invece ciò che ci preoccupa il conflitto che da anni vede la Cei in grande “non sintonia” con la Segreteria di Stato che ha richiesto recentemente l’ intervento del Papa. La guerra mediatica su Boffo ha evidenziato un problema molto più grande di vera e propria governance. Il problema è non solo “italiano”, ha portata mondiale. In più di una occasione ed in modi diversi la Santa Sede ha sottolineato come la Chiesa è una, tanto è che Ratzinger poco tempo fa ha affermato “che le più di 100 Conferenze Episcopali nel Mondo non hanno base teologica, non fanno parte della struttura divina della Chiesa”. La Chiesa è una. Pietro è uno solo e sta a Roma ed è necessario che i “piccoli vaticani” sparsi nei continenti, uno per ciascuna nazione, vanno rivisitati. Le grandi linee di Governo della Chiesa “vengono avocate dal Vertice della Chiesa”. La questione “Avvenire”, i possibili peccatucci del suo ex direttore, la velina trovata dal “giornale, la furbizia di Feltri nel trovarla e pubblicarla (Feltri è un giornalista, magari furbetto, ha trovato una notizia e magari da cattivello la ha pubblicata, più o meno ha fatto il suo mestiere che piaccia o no) sono una cosa. Ciò che ci preoccupa da Cattolici è perché la gerarchia ecclesiastica a servizio di una grande istituzione che è Verità, non voleva che verità ci fosse. Se Feltri pubblicava una falsità si poteva provare tale irregolarità e denunciare Feltri, rimettendosi all’ Ente giudicante. Ciò non risulta sia successo mentre c’è stata una difesa, da una parte della gerarchia, ad oltranza. Ma tale gerarchia non è una qualunque gerarchia, è la gerarchia della casa di Dio e non tutta la gerarchia ma una parte di quella gerarchia. Viene da chiederci: “cui prodest” tale suo discutibile atteggiamento? Sinceramente non ci pare il caso di chiederci come le diverse classi politiche di questo Paese hanno approcciato tale ultimo problema, sappiamo come strumentalmente tali classi affrontano ogni singolo problema, ma noi Cattolici, almeno dai rappresentanti del nostro Credo, vorremmo un comportamento adeguato alla missione che loro dovrebbero compiere, in nome di Dio, su questa Terra. Vorremmo che si viva la Parola di Dio ed il Primato di Pietro, vorremmo che i vari “Principi” “non si distruggono gli uni con gli altri” e che siano invece, con le loro preghiere, al servizio di tutti noi. Vorremmo che si ritorni alla Chiesa di Giovanni XXIII, di Paolo VI, di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI, dei suoi Martiri, dei suoi Missionari sparsi nel Mondo. Vorremmo dimenticare i loro possibili e calcolati ” contingenti compattamenti politici”, sperando invece di poter rivivere i valori rivenienti da una unità Chiesa universale, Cattolica, Apostolica, Romana.
